Nuovo padiglione cimiteriale

Dalmine, Italia
Cemetery pavilion
Immagine © Gianluca Gelmini
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Cemetery pavilion
Disegno © Gianluca Gelmini
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Disegno © Gianluca Gelmini
Cemetery pavilion
Disegno © Gianluca Gelmini
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Immagine © Gianluca Gelmini
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Immagine © Gianluca Gelmini
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Cemetery pavilion
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Cemetery pavilion
Immagine © Gianluca Gelmini
Cemetery pavilion
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Architetti
CN10Architetti
Anno
2016

Le necessità messe in evidenza dal Piano Cimiteriale riguardano in primo luogo richieste per ossari e urne cinerarie. In questo senso si è proceduto al progetto e alla realizzazione di un nuovo padiglione che accoglie 504 loculi.

Rispetto alla tipologia degli ossari esistenti, costituita da un porticato aperto sul grande spazio centrale, i nuovi ossari sono costruiti in forma di blocchi accostati lungo il lato ovest del recinto. Per dimensione essi richiamano la tipologia delle vicine cappelle di famiglia tuttavia, rispetto a queste ultime connotate da una pluralità di linguaggi e materiali, i nuovi blocchi si caratterizzano per un’immagine essenziale e minimale in cui natura e artificio si uniscono in uno spazio abitato dalla luce. I blocchi monomaterici fatti di cemento bianco e marmo di Zandobbio sono espressione di un linguaggio semplice che cerca di rappresentare il senso profondo del monumento ovvero la memoria, il rapporto tra la vita e la morte, la riconoscibilità del luogo, suscitando uno stato d’animo sospeso in una dimensione sacrale inaccessibile. La varietà delle stagioni influisce sulla percezione esterna del tempo contrapponendosi alla fissità minerale delle pareti interne custodi del ricordo di persone care. L’accesso avviene tra i vuoti nei volumi, in continuità con il percorso interno che li attraversa e collega. Il nuovo insieme si contrappone alla grande dimensione dello spazio cimiteriale disponendo un luogo raccolto, protetto e misurato in cui il visitatore si ritrova a vivere una dimensione più intima.

L’accostamento regolare dei tre blocchi crea un sistema spaziale unitario e al tempo stesso seriale e replicabile all’infinito. La composizione trae origine dalla semplice estrusione della sezione trasversale, rappresentata da un grande portale in cui la parte bassa è definita dalle pareti con le cellette, mentre la parte alta si conclude superiormente con un arco spezzato aperto verso il cielo.
I blocchi non hanno altra bucatura oltre allo scavo della sezione trasversale. Verso il cimitero essi si mostrano nella loro pura stereometria geometrica di cubi bianchi con pareti solcate da tagli verticali che costituiscono l’unico elemento di decoro e preziosità. I blocchi sono ambienti freddi e aperti. Il sole e la pioggia scendono all’interno dello spazio senza tuttavia comprometterne la fruibilità grazie alla generosa guscia soprastante che protegge le pareti. In questo senso il contenitore e il contenuto si sovrappongono in un gioco di rimandi in cui alla gravità della materia si contrappone la leggerezza ed essenza dello spirito.

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